Google Robot Capcha

Google fa un grande passo verso la realizzazione dei CAPTCHA

Mettere in evidenza quelle parole distorte e fastidiose sui siti web potrebbe presto essere una cosa del passato – questo grazie all’interesse di Google. Il gigante della ricerca ha rivelato un nuovo Captcha “semplificato”, questo sistema permette di ridurre notevolmente il processo di verifica cliccando semplicemente su una casella che dice: “Io non sono un robot.”

Suona fantastico, ma in che modo il sistema riesce a capire che non è un bot che clicca in quella casella? Secondo Vinay Shet, direttore di Google reCaptcha, il nuovo motore dietro lo strumento analizza il comportamento degli utenti, prima, durante e dopo il clic sulla casella. Presumibilmente, il movimento del puntatore del mouse e persino l’atto del clic può rivelare se l’utente è umano o una una macchina.

Se dovesse funzionare, il cambiamento sarebbe una grande vittoria per a vantaggio degli utenti – Il motivo del cambiamento, scrive Shet , è perché  gli attuali CAPTCHA basati su hard-to-decipher words non sono più in grado di ingannare  i bots come facevano una volta.

Vicarious, una società di sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale, ha rivendicato un anno fa di aver creato un programma in grado di sconfiggere qualsiasi parola Captcha (che sta perCompletely Automated Public Turing test to tell Computers and Humans Apart, ovvero Test di Turing completamente automatizzato e pubblico per distinguere computer dagli umani. Altri hanno fatto affermazioni simili.

E per la navigazione mobile?

Poiché di solito , dietro un cellulare, non c’è alcun puntatore del mouse, la casella di controllo intelligente di Google non funzionerebbe su smartphone e tablet. Google utilizza un diverso tipo di reCaptcha “visivo” per il mobile che chiede agli utenti di identificare varie immagini a campione. Ad esempio, potrebbe mostrare una foto di un tacchino e poi mostrare altre nove immagini, cinque delle qual sempre di tacchini. Questo tipo di informazioni visive e complesse sarebbero molto più difficile per un computer da interpretare rispetto a dele semplici parole.

Google chiama la nuova funzione “No Captcha reCaptcha” e qualsiasi sito web può implementarla attraverso un’apposita API messa a disposizione. I primi siti ad includere questo sistema sono stati Snapchat e WordPress.

Per concludere, siamo sicuri che il nuovo e migliorato Captcha di Google renderà  il web e la sua navigazione un po meno fastidiosa, complicando invece la vita ai bots – almeno per un certo periodo di tempo. Inevitabilmente, i bots si evolveranno e la corsa agli armamenti continuerà. Ma per ora, gli utenti web possono tirare un sospiro di sollievo e sperare che i giorni dello strabismo causato da quelle parole distorte siano contati.